
I depositi degli Uffizi custodiscono un museo di scultura antica eccezionale sia per il numero che per la qualità delle opere conservate. L’attuale collocazione, lontano dalla curiosità dei visitatori, non è frutto di scelte estetiche che hanno riservato al percorso espositivo i pezzi migliori, condannando al deposito quelli ritenuti secondari, ma è semplicemente la conseguenza dei radicali riordini subiti dalle collezioni granducali all’indomani dell’Unità d’Italia. Sculture di notorietà europea, che ebbero solo la sfortuna di trovarsi nel luogo sbagliato al momento sbagliato, furono così destinate al buio dei depositi, dove, in alcuni casi, giacciono ormai da un secolo e mezzo.
La mostra vuole riportare l’attenzione su questo vasto giacimento di arte classica, mal noto anche agli addetti ai lavori, selezionando un nucleo di oltre cinquanta ritratti di età repubblicana e imperiale. Le opere scelte consentiranno di ripercorrere dettagliatamente l’evoluzione della ritrattistica romana dalla tarda età repubblicana all’avvento della Tetrarchia. Attraverso lo scorrere di volti di imperatori, atleti, privati ed intellettuali il visitatore avrà la possibilità di apprezzare il modificarsi del gusto, delle mode e delle ideologie nell’arco di tre secoli e mezzo di storia. Veri e propri capolavori citati in ogni manuale di arte romana, come il ritratto di Massenzio o la statua di fanciullo traianeo in marmo nero (sculture paradossalmente più note all’estero, dove sono costantemente richieste per mostre, che a Firenze) scandiranno un percorso nel quale non mancheranno autentiche scoperte, come, ad esempio, uno splendido busto di donna di età antonina, sinora, inspiegabilmente, sfuggito all’attenzione di tutti gli studiosi.
La mostra si propone non solo di restituire visibilità ad opere oggi trascurate, ma anche di far comprendere quale, invece, siano stati l’interesse e la venerazione di cui, nella cultura europea dal XVI al XVIII secolo, furono oggetto questi marmi. Non dobbiamo, infatti, dimenticare che le sculture di antica collezione, così come ci appaiono oggi, sono il prodotto di meditati e delicati interventi di integrazione e restauro, spesso affidati alle mani dei migliori scultori dell’epoca. I ritratti presenti in mostra, come tutti i marmi appartenuti alle collezioni medicee e lorenesi, non sono quindi solo testimonianze dell’arte del mondo antico, ma sono anche prove tangibili di quella passione per la civiltà classica che ha plasmato la cultura occidentale. Quadri e tele accuratamente scelti da collezioni italiane ed estere costituiranno una sorta di contrappunto al percorso prettamente archeologico, illustrando, attraverso le raffigurazioni di muti colloqui fra collezionisti e ritratti classici, interni di studi d’artista gremiti di busti e soggetti allegorici, il fascino che per secoli ha esercitato su intellettuali e artisti lo sguardo dell’Antico.
Il nostro Studio, come nel 2010 ha curato l'allestimento. Il cantiere aprirà lunedì 5 dicembre prossimo, mentre la mostra sarà aperta al pubblico da venerdì 16 dicembre sino alla fine di gennaio.
29.11.2011