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SPECIALE·VALLEE d'AOSTE 1848-1870


Un allestimento suddiviso in dieci sezioni cronologiche e tematiche offre una panoramica privilegiata su un periodo storico irrequieto e carico di novità anche per la Valle d’Aosta. Si tratta della mostra “Vallée d’Aoste 1848-1870” inaugurata lo scorso 24 marzo presso l’Espace Porta Decumana della Biblioteca regionale e visitabile fino al 2 luglio 2011.
Alla ricchezza e la vivacità del dibattito politico, l’asprezza delle lotte per l’indipendenza, le difficoltà diplomatiche scaturite dal rapido susseguirsi degli eventi a livello nazionale si affiancano pagine  e temi di storia locale, che caratterizzano l’esposizione, quali il dibattito tra liberali e democratici nel 1848, Cerlogne e la prima guerra d’Indipendenza, la polemica tra Bérard e Vegezzi-Ruscalla, la cultura valdostana nella seconda metà dell’Ottocento, la nascita del turismo e le cacce reali. “Un’occasione di approfondimento – ha spiegato l’assessore alla Cultura Laurent Viérin - non solo per gli appassionati di cultura locale, ma per tutti i cittadini, offrendo una panoramica storica di un periodo denso di avvenimenti e un momento di riflessione sullo sviluppo e l'affermazione della cultura e dell'identità valdostana all'interno dello Stato unitario.”
L’esposizione, realizzata in occasione del 150° dell’Unità d’Italia dall’Assessorato regionale Istruzione e Cultura, di concerto con la Presidenza della Regione, racconta un’epoca di grandi mutamenti sociali, storici e culturali attraverso giornali valdostani dell’epoca, documenti ritratti, stampe e oggetti originali, tra cui alcune opere provenienti dal castello di Sarre e dalle collezioni regionali, dall'Académie Saint-Anselme, dall’Insigne Collegiata dei santi Pietro e Orso e dal Musée Cerlogne di Saint-Nicolas.

La rassegna, curata da un comitato scientifico composto da Alexis Bétemps, Omar Borettaz, Saverio Favre, Daria Jorioz, Pietro Passerin d’Entrèves, Tullio Omezzoli, Joseph-César Perrin, Silvana Presa e Joseph-Gabriel Rivolin, ha volutamente un taglio didattico pur mantenendo una sua valenza scientifica.  Il progetto di allestimento è di Metrò Studio Associato di Aosta e la realizzazione di Digipress srl di Saint-Christophe. Le decorazioni sono state curate da Gioele Lale Demoz di Quart, i costumi sono del sarto torinese Roberto Devalle mentre le cornici sono opera di Tommassoni Cornici di Aosta.

fonte: aostasera.it

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