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Fotografia·Cattedrale e Collegiata di Sant'Orso Aosta


Cattedrale di Maria Assunta

Gli scavi archeologici hanno ricostruito le diverse fasi costruttive della chiesa, le cui origini risalgono al IV secolo. Era un edificio d’imponenti dimensioni, sostanzialmente immodificato sino al grande cantiere romanico (XI sec.), che diede alla cattedrale l'aspetto odierno. Del IV secolo sono il battistero principale, collegato al criptoportico romano, e vari locali annessi, tra i quali un battistero secondario. Al periodo romanico si fa risalire l'importante ciclo d’affreschi nel sottotetto della chiesa: assieme a quelli di Sant'Orso, fanno di Aosta uno dei principali centri d’arte Ottoniana in Europa. Tra il XV e il XVI secolo i vescovi promossero un radicale restauro della chiesa. L'alto coro, dominato da un crocifisso ligneo (XIV sec.), presenta due ordini di stalli scolpiti; sul pavimento sono visibili due mosaici del XII e del XIV secolo, che rappresentano i mesi dell'anno, una serie di animali oltre al Tigri e l’Eufrate. L'altare maggiore è barocco. Nel 1985, nacque il Museo del Tesoro, una panoramica significativa dell'arte locale (sec. XIII-XVIII). Due teche presentano i pezzi più antichi e preziosi: un cammeo in agata (I sec. , poi montato in oro) e un dittico eburneo (406 d.C.). La facciata della Cattedrale si compone di due parti distinte: un atrio del ‘500 e una fronte neoclassica del 1848. L'atrio presenta un elegante prospetto architettonico in cotto, ornato da statue ed affreschi sulla vita della Vergine. Il recente restauro permette di apprezzare tutta l'eloquenza di forme e di colori di questo bell'esempio d’arte rinascimentale.

Collegiata dei Santi Pietro e Orso

Il complesso di Sant’Orso, uno dei più importanti dell’arco alpino, comprende la Collegiata dei Santi Pietro e Orso, l’isolato e maestoso campanile, la cripta, il meraviglioso chiostro e il priorato rinascimentale. Lo scavo archeologico ha permesso di ripercorrere le vicende costruttive dell'edificio. L'area, nell’antichità, faceva parte di una vasta necropoli extraurbana dove, agli inizi del V sec., sorse un complesso paleocristiano. La costruzione della chiesa attuale è attribuita al Vescovo Anselmo (tra il X e l’XI sec.). Di quest’epoca rimangono la cripta e gli importanti affreschi ottoniani (parte superiore della navata centrale). L’architettura attuale (fine del XV sec.) si deve al priore Giorgio di Challant. Degni di nota sono gli stalli gotici del coro (XV sec.) ed il mosaico (XII sec.). Il chiostro di Sant’Orso, vero e proprio “poema marmoreo”, è il luogo dove si respira a fondo la spiritualità e la religiosità del complesso “ursino”. La sua costruzione terminò nel 1133. Costituito da 37 colonne in marmo (il lato nord venne demolito nel XVIII secolo e le colonne sostituite), successivamente rivestite da una vernice protettiva che, ossidandosi, ha dato al chiostro l’odierna, suggestiva colorazione, il monumento rappresenta uno degli esempi più alti di scultura romanica. I capitelli istoriati rappresentano scene bibliche, favole o motivi ornamentali o episodi della vita di Sant’Orso.

Fotografie di Samuel Giudice e Fabrizio Falcomatà

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